
Le notizie storiche sulla costruzione del torrione di S. Giustina sono alquanto scarse. I lavori che sappiamo essere stati disposti nel 1513 dal Capitano Generale Bartolomeo D’Alviano dietro la basilica da cui prende il nome, si riferiscono probabilmente a una prima struttura costituita da un semplice terrapieno, cui la definitiva costruzione in muratura faceva seguito in un momento imprecisato ma comunque abbastanza vicino nel tempo, e ancora sulle indicazioni del D’Alviano, trattandosi di un bastione a pianta circolare, dunque della prima generazione dei bastioni padovani.
Il torrione ha pianta circolare, col centro all’esterno del vertice del saliente tra i due tratti murari rettilinei, formanti un angolo di 140°. La distanza dei fianchi da quelli dei bastioni vicini è di 409 metri verso S. Croce e 487 verso Pontecorvo. Queste misure corrispondono alla gittata utile dei proiettili, lanciabili in quegli anni da una grossa bombarda petraia.
Il diametro misura quasi 57 metri, poco superiore alla corda tesa tra i due angoli di fianco, chiamata gola, che è lunga 54 metri. La base cilindrica è scarpata, col piede più largo della sommità, fino al cordone lapideo alto un piede (cm 35,7), oltre il quale il muro continua verticale col parapetto, che poi gira all’interno.
L’incamiciatura è in mattoni, ma la struttura interna è a sacco, cioè con un riempimento eterogeneo di pietrame legato con la calce.
LEGGI TUTTO SUL SITO DEL COMITATO MURA DI PADOVA
